Articoli di Giovanni Papini

1904


in "I fatti del mondo":
Ne un soldo ne un soldato!

Pubblicato su: Il Regno, anno I, fasc. 24, p. 3
Data: 8 maggio 1904




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   Dunque anche questa volta l'Italia s'è accontentata di fare atto di presenza, da lontano, prudentemente con un piccolo incrociatore che ha salvato le apparenze senza arrischiare la sua provvisione di polvere.
   Dicono che noi abbiamo una colonia in Somalia, e che nei porti di Brava, Illig, Itala e via dicendo ci sono nostri rappresentanti e sventolano le nostre bandiere. Ma pare che la patria non voglia far molto di più per quella colonia, che mandarci degli ufficiali amanti del quieto vivere e delle negre condiscendenti, e dei pezzi di stoffa bianca rossa e verde. Ogni tanto qualche incrociatore gira su e giù e bombarda qualche villaggio, i giornali in Italia si commovono sulla sorte dei poveri somali, si fanno dei comizi antischiavisti, le navi si allontanano e torna il silenzio e l'abbandono.
   Il Mad Mullah s'è rivoltato agli inglesi; ha invaso la loro colonia, ha minacciato anche la nostra, poi finalmente c'è entrato e in tutto questo la nostra grande gesta é stata quella di obbligare qualche sultanello a fornire dei cammelli ai soldati d'Inghilterra. Noi abbiamo permesso che questi passassero dai nostri possedimenti, abbiamo concesso graziosamente che ci difendessero dalle bande nemiche, abbiamo fatto passeggiare su e giù per la costa il Volturno, perché l'inazione non avesse troppo l'aria di una fuga, ma poi ci siamo rinchiusi nel manto del nostro stoicismo umanitario ed economico ed abbiamo ripetuto fieramente l'eroico calembour: Nè un soldo nè un soldato!
   Cosi gli Inglesi, sotto i nostri occhi, hanno preso Illig, hanno bombardato loro i nostri sudditi, sono sbarcati coi loro soldati, hanno combattuto per noi, hanno riso, certamente, della nostra viltà e della nostra miseria.
   Ma i giornali ufficiosi hanno iniziato subito una brillante difesa. Fare la campagna in Somalia significherebbe mandare là migliaia di uomini e spendere milioni. Invece così noi facciamo piacere all'Inghilterra e ci teniamo ìn tasca i denari: questa è politica abile e saggia.
   Abile forse, o signori giornalisti portavoce, ma saggia e forte no davvero, in nessuna maniera. Quando una nazione di trentatré milioni di abitanti non ha il coraggio di difendere la roba sua con denari suoi e gli uomini suoi, quando ha il cuore così gretto da non arrischiare i suoi denari per salvare il suo onore, il cuore così pauroso da temere le strida dei suoi nemici interni, quando si tiene stretto il salvadanaio e chiuse le finestre per non udire, significa non solo che la sua politica non è né saggia nè forte, ma che non ha affatto politica sua.


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